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Uno Sguardo Su

Rapporto annuale Federculture 2018 Milano

Il leit motiv che percorre tutto il 14° Rapporto di Federculture presentato il 22 ottobre 2018 a Milano riguarda le molte “sfide” ancora da affrontare perché il nostro paese, coerentemente con la sua ricchissima storia e il suo immenso patrimonio, possa aspirare a «contrastare marginalità, povertà e analfabetismi» formando nuove generazioni sempre più forti, istruite e colte in grado di competere sullo scenario internazionale. Le responsabilità sono sia pubbliche sia private, soprattutto alla luce dei “tagli” e delle “sforbiciate” a un settore già indebolito che il bilancio italiano continua a rinnovare da ormai dieci anni; inoltre, l’impegno per favorire la fruizione della cultura e incentivare la partecipazione dei cittadini deve essere parimenti ripartito tra le istituzioni centrali, ad esempio attraverso l’adozione di politiche di defiscalizzazione, e le imprese, cioè i gestori di musei, beni e attività culturali. Secondo i dati non oltremodo brillanti riportati nel Rapporto, la spesa delle famiglie italiane per cultura e tempo libero è infatti «al di sotto della media europea e ben lontana dai paesi più virtuosi» e la percentuale di “totalmente inattivi” tra la popolazione dai 25 anni in su rimane altissima, al 38,8%. Con poco oltre 191 euro mensili a famiglia, è il Trentino Alto Adige la regione dove si spende di più per le attività culturali, che comprendono, oltre all’accesso a musei e mostre, concerti, cinema e teatro, anche l’acquisto di attrezzature per attività sportive e ricreative e inoltre viaggi, libri, periodici e altri prodotti editoriali; il Lazio, con 133 euro scarsi, si classifica in nona posizione mentre alle ultime tre si attestano Basilicata, Calabria e Sicilia con una spesa che si aggira attorno ai 66-67 euro. Un approfondimento è infine dedicato al turismo, che conferma una tendenza positiva, e al digitale, che ricopre «un ruolo sempre più importante all’interno dei musei e delle istituzioni culturali» ma non ancora pienamente adottato dagli oltre 5mila musei presenti sul territorio nazionale, dei quali solo il 30% offre un servizio informatico o on-line.