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Verde urbano: gli stralci da potatura non sono “rifiuti”

Verde urbano: gli stralci da potatura non sono “rifiuti”
 
Il 5 dicembre 2018, il Senato della Repubblica italiana ha approvato il disegno di legge europea 2018 (A.S. n. 822), già approvato dal Consiglio dei ministri il 6 settembre 2018. Tra le varie disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea, il testo prevede di affrontare due casi di “EU-pilot” che riguardano: 1) rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE); 2) smaltimento degli sfalci e delle potature del verde urbano.
 
Il sistema EU-pilot, lanciato nel 2008, è un meccanismo di precontenzioso istituito tra Commissione europea e Stati membri per lo scambio di informazioni e la risoluzione di problemi in tema di applicazione del diritto dell’Unione europea o di conformità della legislazione nazionale alla normativa UE. Lo scambio di comunicazioni avviene direttamente, tramite sistema informatico, tra la Commissione e l’amministrazione nazionale (per l’Italia, il Dipartimento per le Politiche europee, il quale si occupa a sua volta di coinvolgere le amministrazioni regionali o locali eventualmente interessate). I casi EU-Pilot aperti contro l’Italia sono attualmente 102, in diminuzione rispetto agli anni passati (erano 111 alla fine del 2015 e 139 alla fine del 2014). Se la Commissione non è soddisfatta del risultato del dialogo nel quadro dell’EU Pilot, può decidere di chiudere negativamente il caso e avviare una procedura di infrazione.
 
L’Italia è stata condannata al pagamento di sanzioni pecuniarie in cinque casi (aiuti di Stato per contratti di formazione e lavoro nel 2011, discariche abusive nel 2014, rifiuti in Campania nel 2015, aiuti di Stato per le imprese dei territori di Venezia e Chioggia nel 2015, raccolta e trattamento delle acque reflue urbane nel 2018).
 
Nel fascicolo Iter DDL 822, L’art. 11 apporta modifiche al decreto legislativo 14 marzo 2014, n. 49, adottato in attuazione della direttiva 2012/19/UE, in considerazione delle non conformità riscontrate dalla Commissione europea nell’ambito del Caso EU-Pilot 8718/16/ENVI, al fine di garantire la corretta attuazione della citata direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
 
L’art. 12, “Disposizioni relative allo smaltimento degli sfalci e delle potature”, è finalizzato alla chiusura del caso Eu-Pilot 9180/17/ENVI attraverso una modifica normativa volta a eliminare specifiche ulteriori esclusioni, introdotte dal legislatore nazionale all’art. 185, c. 1, lett. f), del decreto Codice dell’ambiente, rispetto al testo della direttiva europea sui rifiuti: «l’Unione europea punta a una sempre maggiore tutela della salute e dell’ambiente nella gestione dei rifiuti con un ambizioso pacchetto sull’economia circolare che punta a una gerarchia dei rifiuti basata sul riciclaggio e riuso, verso una progressiva dismissione delle discariche e dei termovalorizzatori; il compostaggio rientra nel quadro di una compiuta economia circolare e garantisce una serie di notevoli vantaggi ambientali: dalla limitazione degli impatti ambientali del trasporto e del trattamento dei rifiuti, a un uso diretto da parte del cittadino, alla notevole riduzione della necessità di ricorrere a tradizionali vie di smaltimento come il recupero energetico e la messa in discarica; il compostaggio è, inoltre, una tecnologia versatile e adattabile al trattamento dei rifiuti in una varietà di ambienti socioeconomici e geografici e il consenso della pubblica opinione per la costruzione di piattaforme per il compostaggio è più alto rispetto a quello per gli inceneritori e discariche». L’articolo impegna quindi il Governo a «privilegiare l’utilizzo degli sfalci e le potature […] per la produzione di compost di qualità e in via residuale per la produzione energetica seppur derivante da biomasse e bioliquidi nell’ambito di una compiuta e virtuosa economia circolare». In particolare, premesso che «gli sfalci e le potature provenienti dalle attività di manutenzione delle aree verdi, giardini e parchi urbani e cimiteriali e provenienti dalle attività agricole e agro-industriali» sono materiali per i quali la Commissione europea ammette l’esclusione dal novero dei rifiuti (come all’art. 185, c. 1, lett. f), del Codice dell’ambiente di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, come modificato dall’art. 41, c. 1, della legge n. 154 del 2016). «Conseguentemente, per favorire l’economia circolare e il riutilizzo dei residui delle attività di sfalcio e potatura quali sottoprodotti, prevenendo così la produzione di rifiuti e la necessità del loro smaltimento in tale forma, è fortemente auspicabile l’introduzione di misure di agevolazione finalizzate a stimolare l'acquisto di macchinari per la raccolta e trasformazione di residui di potatura e sfalci che garantiscano rapidità d’esecuzione e qualità della biomassa prodotta».
 
L’art. 12, quindi, come si legge nella Relazione tecnica, ha carattere ordinamentale e intende «qualificare diversamente i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi urbane (giardini, parchi e aree cimiteriali) di cui all’art. 184, comma 2, lett. e) del Dlgs 152/2006».
 
Argomenti:normativa nazionale, direttive europee, ambiente, economia circolare
 
Riferimenti:
Senato della Repubblica, Fascicolo Iter Ddl n. 822;
Procedure di infrazione, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
Senato della Repubblica, Relazione tecnica Ddl n. 822.