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Commissione Europea, aggiornati i “criteri verdi” per gli appalti pubblici nei trasporti

Per appalti pubblici verdi (Green Public Procurement, GPP) si intende quanto definito nella Comunicazione della Commissione Europea n. 400 del 16/07/2008, Appalti pubblici per un ambiente migliore, par. 3.1: «un processo mediante cui le pubbliche amministrazioni cercano di ottenere beni, servizi e opere con un impatto ambientale ridotto per l’intero ciclo di vita rispetto a beni, servizi e opere con la stessa funzione primaria ma oggetto di una procedura di appalto diversa». La Comunicazione, che risponde alla necessità di omologare i criteri tra gli Stati membri in materia di GPP, individua dieci “settori prioritari” ai quali applicare regole comuni tra i quali le forniture e macchine per l’ufficio, beni alimentari e di ristorazione, edilizia, impianti di riscaldamento, attrezzature informatiche, abbigliamento e tessili, prodotti per la pulizia e veicoli per il trasporto su strada (l’elenco aggiornato dei gruppi di prodotti e servizi coperti da criteri GPP, che ora comprende anche opere di progettazione e manutenzione stradale, illuminazione pubblica e segnali stradali è consultabile a questa pagina).
 
Nel febbraio 2016 veniva pubblicato dalla Commissione Europea il manuale “Acquistare verde”, 3a edizione, un documento rivolto ad aziende e PA allo scopo di far comprendere al meglio gli approcci, i contenuti e i requisiti ambientali che sempre più di frequente sono previsti negli appalti pubblici, nel quadro aggiornato delle normative UE in materia. Tra gli esempi citati nella “mappatura delle buone pratiche” (par. 1.3) figura anche un caso italiano, gli Ecosportelli GPP in Sardegna, che rientrano in un progetto di rete regionale e hanno lo scopo di istruire, informare e sostenere le amministrazioni, organismi pubblici e imprese locali nel definire e attuare azioni e procedure concrete per favorire gli acquisti “green”. Un altro esempio italiano è quello di Torino (par. 4.3.4), dove nel 2013 sono stati introdotti nel capitolato d’appalto per la ristorazione scolastica «misure e criteri intesi a ridurre l’impronta di carbonio associata», con risultati “sorprendenti”, a dimostrazione del positivo coinvolgimento di tutta la filiera, ottenuti anche attraverso i controlli – sulla capacità tecnica del prestatore di servizi, sugli strumenti di cui dispone e sulle misure adottate per garantire la qualità del prodotto.
 
I GPP possono avvalersi di una serie di strumenti che contribuiscono alla loro efficacia e costituiscono un vantaggio economico, tra cui il cosiddetto LCC ovvero Life-Cycle Costing, calcolo dei costi del ciclo di vita, che include, oltre al prezzo d’acquisto (comprendente consegna, assicurazione e installazione), anche «tutte le spese da sostenere durante il ciclo di vita di un prodotto, un’opera o un servizio» (par. 5.3) quali le spese di esercizio (carburante, ricambi, acqua, manutenzione) e i costi di fine vita (smantellamento e smaltimento). Vi sono poi alcuni fattori non monetizzabili, come determinate esternalità ambientali, ossia i «costi per la società di specifici impatti ambientali, come quelli connessi ai cambiamenti climatici o all’acidificazione di suolo o acqua» (par. 5.3.2). La valutazione di tale criterio di aggiudicazione, infatti, sebbene auspicabile, non è semplice poiché deve necessariamente rispettare i requisiti di oggettività, verificabilità, accessibilità e non discriminazione, secondo un metodo comune stabilito dalle direttive UE sugli appalti pubblici e procedure d’appalto nn. 2014/24/UE (art. 6, par. 2) e 2014/25/UE (art. 83, par. 2). È per questo che, attualmente, tale metodo è applicato solo ai trasporti ai sensi della direttiva sui veicoli puliti (2009/33/CE) che obbliga le amministrazioni aggiudicatrici a tenere conto degli impatti energetici e ambientali nell’acquisto di veicoli per il trasporto su strada. Questo modello attribuisce un valore monetario ai vari tipi di emissione al fine di valutare i costi di esercizio del mezzo di trasporto durante tutto il corso della sua vita.
 
La Commissione Europea ha perciò pubblicato nel gennaio di quest’anno un documento specificamente dedicato ai Criteri EU degli appalti pubblici verdi per il trasporto su strada, dove si specifica che il settore è diviso nelle seguenti categorie: 1)  acquisto, leasing, noleggio di auto e veicoli commerciali leggeri; 2) servizi di mobilità, che a loro volta includono il trasporto di passeggeri non di linea, il trasporto pubblico a contratto (taxi, trasporto scolastico e persone non autosufficienti), car sharing, biciclette con pedalata assistita, noleggio con conducente; 3) acquisto o noleggio di autobus; 4) trasporto pubblico su strada; 5) e 6) camion, mezzi e servizi per la raccolta dei rifiuti; 7) posta, corrieri e servizi mobili ad eccezione del trasporto ferroviario, aereo o marittimo.
 
I nuovi “green criteria” del trasporto stradale sono stati recentemente aggiornati e pubblicati dalla Commissione Europea (15 gennaio 2019) al fine di ridurne in maniera sempre più incisiva l’impatto ambientale, richiedendo ad esempio di adeguarsi alle norme stabilite in materia di emissioni di co2 e sonore, di efficienza energetica, di resistenza degli pneumatici, di garanzia della batteria per i veicoli elettrici e di adeguata formazione del personale.
 
(normative europee, trasporti, ambiente)