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Incontro con le Associazioni di consumatori sulle nuove modalità di monitoraggio per la raccolta Porta a porta, al via la prima fase di discussione e confronto

Martedì 1° ottobre 2019 si è tenuto presso la sede dell’Agenzia un incontro con i rappresentanti di alcune Associazioni di utenti con le quali la stessa Agenzia, insieme a Roma Capitale, ha sottoscritto nel 2015 un protocollo d’intesa finalizzato all’istituzione di un Tavolo di confronto e verifica relativamente ai maggiori temi di interesse dei cittadini. Erano presenti i delegati di Legaconsumatori Regione Lazio, Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum Roma-Lazio, Federconsumatori, Adusbef e, per Roma Capitale, due responsabili del Dipartimento Tutela ambientale. Il tema dell’incontro è stata una definizione preliminare dei criteri guida delle attività di monitoraggio degli indicatori di qualità erogata (ovvero effettiva) del servizio di raccolta porta a porta (Pap) domiciliare o condominiale, nei Municipi dove il servizio è al momento esistente.
 
Il monitoraggio del servizio Pap è una novità assoluta a Roma, prevista nel Contratto di servizio approvato lo scorso 31 maggio tra Roma Capitale e Ama Spa per la gestione dei rifiuti urbani e i servizi di igiene urbana per gli anni 2020-21 (All. 4), come da proposta avanzata dall’Agenzia nel parere espresso sullo stesso CdS e recepita dall’Amministrazione: con riferimento ad alcune indicazioni contenute nelle Linee guida dell’Assemblea Capitolina per lo schema del CdS che non hanno avuto attuazione nel periodo 2016-18, in particolare al principio di progressivo miglioramento degli obiettivi di qualità erogata, l’Agenzia richiamava infatti al «coinvolgimento delle associazioni di utenti e consumatori […] attraverso lo strumento del tavolo tecnico […] nell’ambito del monitoraggio della qualità erogata del servizio di raccolta porta a porta».
 
Il citato All. 4 del CdS riporta le modalità di rilevazione della qualità erogata della raccolta Pap, che dovranno tenere conto di indicatori quali l’avvenuto ritiro delle frazioni nel giorno e nell’orario previsti. La novità, oltre che nell’avvio stesso del monitoraggio (in via sperimentale per ora, da strutturare a partire da gennaio 2020), consiste nella modalità attraverso cui le rilevazioni saranno effettuate, ovvero con il coinvolgimento diretto dei cittadini i quali, attraverso un’applicazione sviluppata dall’Agenzia, potranno indicare se il ritiro è avvenuto o meno secondo i termini stabiliti nel calendario di raccolta. La popolazione di riferimento sarà scelta in base a degli elenchi di iscritti al portale di Roma Capitale e fra quelli individuati dalle Associazioni di consumatori, che per questo sono state coinvolte e chiamate a fornire il proprio supporto e contributo. Le Associazioni, inoltre, si impegnano a pianificare delle campagne informative rivolte ai cittadini sulla nuova modalità del servizio.
 
Secondo quanto unanimemente condiviso dall’Agenzia, dalle Associazioni e dal Dipartimento, si tratta di un’importante e innovativa opportunità per i cittadini di essere protagonisti in prima persona del controllo della qualità del servizio: non viene semplicemente chiesto loro di fornire un voto o un giudizio, dati che comunque sono raccolti e analizzati dall’Agenzia per la verifica sulla qualità percepita dei servizi di Roma Capitale; si tratta piuttosto di raccogliere un numero di osservazioni statisticamente rilevanti per ottenere stime significative circa il raggiungimento o meno degli standard di qualità del servizio nel suo effettivo svolgimento. È per questo che, secondo quanto concordemente espresso dai convenuti al Tavolo, questo approccio di coinvolgimento diretto dell’utenza assumerebbe il valore di un vero e proprio “patto di collaborazione” non solo tra Amministrazione e cittadini, ma anche tra cittadini e operatori Ama, nel tentativo di “riequilibrare” un rapporto in parte deteriorato riportandolo su livelli di reciproco rispetto ed educazione. Tra le osservazioni recepite durante l’incontro, infatti, oltre a quelle riguardanti la frequenza e regolarità di svuotamento, l’adeguata capacità dei contenitori e l’accuratezza del servizio – il cittadino dovrà poter segnalare, ad esempio, se i bidoncini sono stati non solo svuotati, ma adeguatamente riposizionati dopo la raccolta e se non è stato lasciato sporco in terra –, ci sono quelle inerenti il comportamento degli stessi utenti, che sono da parte loro tenuti a responsabilizzarsi impegnandosi a conferire la propria spazzatura in maniera corretta e ordinata in contenitori decorosi e puliti.