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Studi e Analisi

Trasporto e mobilità scolastica sostenibile: pedibus, bike to school e carpooling

In data 18 settembre 2014, in occasione della settimana europea della mobilità sostenibile, l’Agenzia ha presentato lo studio “Trasporto e mobilità scolastica sostenibile: pedibus, bike to school e carpooling”. Lo studio, frutto della raccolta di materiali informativi ed interviste dirette ai responsabili di settore dei diversi comuni coinvolti nell’indagine, ripercorre, a partire dal 2003, le principali esperienze in tema di mobilità scolastica sostenibile a Roma, nonché numerose altre esperienze in ambito nazionale ed europeo. A Roma l’Amministrazione comunale a partire dal 2003 si è fatta promotrice di alcuni progetti di mobilità scolastica sostenibile come ad esempio lo “Scuolabus a piedi”. Nato in Danimarca negli anni 70 e diffusosi rapidamente in tutta Europa lo “Scuolabus a piedi” (gruppo di alunni che va a scuola accompagnato da adulti e che, come un autobus, parte da un punto di raccolta, capolinea, seguendo un itinerario definito con fermate durante il percorso) ha raggiunto nella Capitale la sua massima espansione durante l’anno scolastico 2009/2010 (40 plessi scolastici e 1800 bambini coinvolti). Interrotto per mancanza di fondi nel febbraio 2011, oggi lo “Scuolabus a piedi” rimane in vita grazie alla buona volontà di alcuni gruppi di genitori e di alcune associazioni no profit che si sono attivati in tal senso in alcuni Municipi (VIII, X, e XII) di Roma Capitale. Il bike to school è un esperimento più recente a Roma, promosso durante la settimana della Mobilità sostenibile del 2013 da un gruppo di genitori della Scuola Elementare Di Donato all’Esquilino e sostenuto dalla associazione Salvaciclisti. Tale iniziativa ha riscontrato un notevole successo tanto che in alcune scuole è divenuta un appuntamento fisso (ultimo venerdì del mese). Alcune città italiane hanno sperimentato anche altre forme di mobilità scolastica sostenibile quali il carpooling. A Padova il servizio di carpooling, partito a titolo sperimentale in alcune scuole periferiche della città, è stato successivamente esteso nell’anno scolastico 2013/2014 a tutto il territorio cittadino. Quello che si evince dallo studio presentato in data odierna, grazie anche ad un confronto con le esperienze di mobilità sostenibile rinvenute in Europa, è che in Italia queste iniziative risultano prive di una progettualità di ampio respiro e, quindi, anche di un coordinamento da parte delle istituzioni che, invece, potrebbero sicuramente contribuire all’efficacia delle stesse. Sulla base di quanto emerso dallo studio, l’Agenzia ha formulato alcune considerazioni e valutazioni al fine di promuovere la propensione dei cittadini verso una mobilità multimodale ed a basso impatto ambientale.