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Studi e Analisi

Presentazione dello studio "Spesa delle famiglie per tributi e servizi pubblici locali nelle grandi città"

In data 22 aprile 2015 in Campidoglio, presso la Sala del Carroccio, l’Agenzia ha presentato lo studio “Spesa delle famiglie per tributi e servizi pubblici locali nelle grandi città". Il lavoro intende quantificare la spesa delle famiglie per i tributi e servizi pubblici locali evidenziando le connesse politiche sociali messe in atto in nove delle principali città italiane con un numero di abitanti superiore a 300.000: Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze e Bari. L’indagine si inserisce in un contesto di prolungata crisi economica che ha colpito severamente le famiglie italiane che, dal 2008 a oggi, hanno sperimentato sei anni consecutivi di caduta del potere di acquisto (reddito disponibile misurato in termini reali). Complessivamente, tra il 2007 e il 2014, il potere d’acquisto è sceso del 10,4%, con un reddito disponibile in termini reali al di sotto del livello rilevato nel 1995. Il tasso di disoccupazione, nello stesso periodo, è passato dal 6,1% della forza lavoro al 12,7% del 2014 (con un picco del 13,2% a novembre), mentre la disoccupazione giovanile è raddoppiata, dal 20,3% del 2007 al 42,6% del 2014. In questo contesto, raddoppia la percentuale di famiglie italiane in condizione di povertà assoluta (dal 4,1% al 7,9% del 2013), mentre tende ad abbassarsi la soglia convenzionale della povertà relativa. La dinamica delle tariffe dei servizi pubblici locali è stata individuata dall’Istat fra le cause primarie del diminuito potere d’acquisto delle famiglie italiane (Indagine conoscitiva sulle determinanti della dinamica del sistema dei prezzi e delle tariffe, sull’attività dei pubblici poteri e sulle ricadute sui cittadini consumatori’, 2012). L’Agenzia, pertanto, con tale studio intende evidenziare l’impatto delle politiche tariffarie locali sulla spesa di particolari tipologie di famiglie, scelte proprio per le loro caratteristiche socio-economiche, in modo da evidenziare la sostenibilità, ma anche l’equità, del finanziamento dei servizi. Per stimare la spesa complessiva e disaggregata delle famiglie per i principali servizi locali (rifiuti, acqua e trasporto pubblico locale, servizi scolastici, cui si aggiungono alcuni servizi culturali gestiti a livello locale), sono state identificate quattro famiglie tipo con caratteristiche socio economiche peculiari e, in alcuni casi, suscettibili di rientrare nelle politiche di agevolazione applicate dalle amministrazioni locali: (A) anziano solo, con una pensione superiore ai livelli minimi; (B) coppia giovane con una situazione lavorativa precaria e una di disoccupazione; (C) coppia adulta benestante con un figlio studente alle scuole superiori; (D) coppia adulta, entrambi occupati dipendenti, con due figli piccoli di cui uno frequentante il nido e l’altro la scuola primaria a tempo pieno. La spesa calcolata per tutte e quattro le tipologie familiari risulta comprensiva anche dei tributi locali (addizionale comunale e regionale Irpef, oltre Imu e Tasi); le famiglie ipotizzate possiedono tutte una casa di proprietà diversificata per tipologia, rendita catastale e ubicazione. A Roma la famiglia con i figli piccoli che utilizzano il nido e la refezione scolastica (D), se confrontata con la media delle grandi città, risulta quella maggiormente favorita dalle politiche di agevolazione; la spesa dell’anziano solo (A) si attesta al terzo posto fra le città più economiche, dopo Milano e Bologna (a Roma è favorito dall’abbonamento gratuito al Tpl e dalle riduzioni sui servizi ricreatici e culturali). La giovane coppia a basso reddito (B) si trova in una posizione mediana rispetto alle famiglie dello stesso profilo residenti nelle altre città campione (con un trasporto pubblico locale fra i più convenienti per i disoccupati – dopo Torino). A Roma la spesa per i servizi pubblici, in generale, si trova al di sotto della media nazionale per tutte le famiglie con caratteristiche socio-economiche interessate dalle politiche di agevolazione (A, B e soprattutto D, in questo ultimo caso Roma è la città più economica di tutte: asili nido - 39%, refezione scolastica - 23%, il servizio idrico costa 1/3 in meno) mentre la spesa per la famiglia benestante (C) è la più alta del campione superando la media del 10% (questa tipologia di famiglia non accede ad agevolazioni se non a quelle connesse al ruolo di studente del figlio). Eccezione a quanto appena affermato resta la spesa per il servizio rifiuti, relativamente costoso e con limiti di reddito stringenti per accedere ad agevolazioni tariffarie. Tuttavia per il 2015 l’Amministrazione Capitolina ha annunciato una riduzione del 1,5% sulla medesima tariffa. La Capitale si conferma la grande città italiana dove le politiche sociali sono particolarmente sostenute nei confronti delle famiglie con figli piccoli e/o in difficoltà economica; viene inoltre incentivato il trasporto pubblico locale con abbonamenti ordinari ed agevolati più convenienti rispetto alla media delle grandi città (i biglietti singoli hanno costi in linea a molte città dell’Italia del nord ma una più lunga durata oraria). Se i regimi di esenzione per i servizi essenziali riservati alle famiglie in disagio economico o con particolari caratteristiche socio-anagrafiche da una parte testimoniano l’attenzione dell’Amministrazione a sostenere specifiche situazioni di necessità, dall’altra, nell’attuale contesto di perdurante crisi economica, i livelli reddituali che consentono alle famiglie, in forte difficoltà economica, di accedere alle agevolazioni sembrano essere ancora troppo bassi.