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Spesa delle famiglie per tributi e servizi pubblici locali nelle grandi città italiane - Anno 2017

Giovedì 22 giugno nella Sala Piccola della Protomoteca in Campidoglio l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale ha presentato lo studio sulla ’’Spesa delle famiglie per tributi e servizi pubblici locali nelle grandi città”.
 
Il lavoro quantifica la spesa delle famiglie per i tributi e per i servizi pubblici locali considerando le eventuali politiche di agevolazione attuate nelle nove principali città italiane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze e Bari)
 
Sono state a tal fine individuate quattro tipologie familiari caratterizzate da un diverso numero di componenti, diversi profili di reddito (Isee) e di utilizzo dei servizi analizzati trasporto pubblico locale, asilo nido, servizio idrico, taxi, rifiuti, cultura e sosta tariffata).
 
Le tipologie familiari oggetto dello studio sono le medesime esaminate nelle precedenti edizioni dello studio al fine di renderle fra loro confrontabili: l’anziano solo, con una pensione superiore ai livelli minimi (A), la giovane coppia con una situazione lavorativa precaria e una di disoccupazione (B); la coppia adulta benestante con un figlio studente alle scuole superiori (C); una quarta tipologia (D) costituita da entrambi i genitori lavoratori dipendenti e due figli piccoli, di cui uno frequentante il nido e l’altro la scuola primaria a tempo pieno. Solo per Roma è stata infine misurata la variazione della spesa relativa alla famiglia D in caso di nascita di un terzo figlio (D1).
 
La spesa quantificata a Roma per ciascuna tipologia di famiglia è stata poi confrontata con quella emersa, con riferimento alla medesima tipologia familiare, nelle altre città. In questa edizione dello studio inoltre si analizza l’evoluzione della spesa a partire dal 2014, a parità di redditi e servizi utilizzati.
 
Dallo studio emerge che i tributi a Roma, per tutte le famiglie, sono più onerosi che nelle altre città anche a causa dell’incidenza dell’Irpef comunale, la cui aliquota è maggiorata per far fronte al debito pregresso. Fra i servizi, l’igiene urbana è quello che più penalizza tutte le quattro tipologie familiari dal momento che il costo di tale servizio è il più alto dopo Napoli. La spesa per gli altri servizi invece è inferiore alla media per tutte le famiglie ad eccezione della C.
 
Per la tipologia (A) a Roma l’elevata spesa per i tributi e i rifiuti e quella, leggermente superiore alla media, per servizi culturali e taxi viene controbilanciata da quella per l’acqua e per il tpl, meno onerosa che nelle altre città campione: infatti l’anziano con Isee sino a 20.000 euro accede alle agevolazioni per il trasporto pubblico locale e per il consumo idrico. Per il pensionato, Genova è la città più cara mentre Milano la più economica.
 
Per la giovane coppia senza figli in situazione lavorativa precaria (B), le voci di spesa che a Roma pesano maggiormente continuano ad essere quelle per tributi, rifiuti e cultura (mostre). Tuttavia grazie all’agevolazione regionale prevista per il tpl (- 50% per Isee < a 15.000) e al minor costo dell’acqua e delle strisce blu (-12%) la spesa complessiva a Roma è inferiore dell’8% rispetto alla media delle altre città (solo Milano è più economica):
 
Per la coppia adulta benestante con un figlio studente alle scuole superiori (C), Roma si attesta al terzo posto fra le città più care (nel 2015 era la più cara). La spesa per tributi è la più alta del campione. Come per le altre famiglie, i rifiuti incidono pesantemente sulla spesa, ma in questo caso sono seguiti da tpl (non è applicata alcuna scontistica sull’abbonamento studente per superati limiti di reddito) e dal taxi per l’aeroporto la cui spesa, nonostante un costo chilometrico fra i più bassi (secondo più basso dopo Palermo), è relativamente alta a causa dell’elevata distanza dell’aeroporto di Fiumicino dal centro città. La sosta tariffata, la cultura e l’acqua sono più economiche rispetto alla media delle altre città. Per questo profilo familiare la città più cara è Genova, mentre Palermo è la meno dispendiosa.
 
Roma ottiene invece il primato di città più economica per la famiglia (D); la spesa complessiva è infatti ben inferiore rispetto alla media: -20%. I servizi che maggiormente portano a una riduzione della spesa sono quelli scolastici con particolare riferimento alla refezione (la più bassa del campione) e al nido, fra i più economici nell’ambito delle città considerate nonostante l’aumento applicato a partire dall’anno educativo 2015/2016.
Il trasporto pubblico locale (-50% del costo per l’abbonamento), la sosta tariffata, il servizio idrico e la cultura, tutti sotto la media, contribuiscono a determinare, anche se in misura minore, un basso livello di spesa.
 
Solo per la Capitale, lo studio ha calcolato la spesa che sosterrebbe quest’ultima tipologia familiare se avesse un ulteriore figlio (D1). Con l’aggiunta di un altro componente l’Isee diminuisce, ma la spesa per rifiuti e acqua aumenta di circa il 5% per entrambi i servizi. L’aspetto interessante da sottolineare è la variazione della spesa per i servizi scolastici che diminuisce del 13% rispetto alla famiglia (D) poiché la retta complessiva per il nido, già ridotta per via dell’Isee, con due figli contemporaneamente iscritti, risulta decurtata del 30%.