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Refezione Scolastica

Il servizio a Roma

Il servizio di refezione scolastica costituisce un servizio pubblico a domanda individuale che, ai sensi del DPR 616/1977 e nel quadro degli indirizzi stabiliti a livello regionale, rientra tra i compiti affidati ai comuni. Nel Lazio, la LR 29/1992 “Norme per l'attuazione del diritto allo studio” ha stabilito di attivare il servizio di mensa per gli alunni che frequentano le scuole materne e dell’obbligo ad orario completo o autorizzate ad effettuare la sperimentazione del tempo pieno o prolungato e, comunque, ogni qual volta le attività scolastiche si protraggono alle ore pomeridiane. L’art. 3, commi 1 e 7, del D.L. 22 dicembre 1981, n. 786, convertito in legge n. 51/82, prevede che per i servizi pubblici a domanda individuale i Comuni sono tenuti a richiedere la contribuzione degli utenti e pertanto la refezione scolastica risulta a pagamento. La tariffa viene determinata sulla base dell’indicatore ISEE e del numero dei pasti richiesti.
Il servizio di ristorazione scolastica viene erogato in due modalità:
in gestione autonoma, vale a dire direttamente dalla scuola, che in base alla autonomia scolastica, effettua una gara d’appalto (seguendo quanto indicato nel Capitolato Speciale d’Appalto di Roma Capitale) per affidare il servizio alla ditta che risulta aggiudicataria della gara;
in gestione diretta cioè direttamente da Roma Capitale e dal Municipio territorialmente competente che provvede all’espletamento della gara per l’affidamento del servizio. L’attuale appalto ha avuto inizio il 1 gennaio 2014 e terminerà il 30 giugno 2017.
Per il 2015, il numero totale dei centri in gestione autonoma  è stato pari a 206 mentre sono stati 442 i centri condotti in gestione diretta. Le tariffe corrisposte dagli utenti sono approvate annualmente dall'Assemblea Capitolina (vd. da ultima la deliberazione DCS - AC 9/2016), ai sensi dell’art. 172 lett. e) del D.Lgs. 267/2000 (TUEL).
(ultimo aggiornamento: 12 luglio 2016)

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