Vai al contenuto principale
  • Home >
  • Uno Sguardo Su >
  • La discarica di Pian dell’Olmo non si farà, l’area è vincolata da tutela paesaggistica

Uno Sguardo Su

La discarica di Pian dell’Olmo non si farà, l’area è vincolata da tutela paesaggistica

È una vittoria per le comunità dei comuni dell’area Tiberina, Flaminia e Cassia (in tutto 17) e per i comitati civici che si erano duramente opposti alla realizzazione della discarica: l’area a nord di Roma che avrebbe dovuto ospitare l’impianto (con un’estensione di 45mila metri quadri e una capienza di 700mila metri cubi) risulta infatti classificata nel prg come Area agricola dell’Agro Romano nonché zona vincolata da tutela paesaggistica. A certificarlo, il dirigente regionale dell’Area Urbanistica Roma Capitale e Città Metropolitana Gianni Gianfrancesco (cfr. Il Fatto Quotidiano, 19 settembre 2019). Il progetto, per il quale una società di Lanciano (Aq) aveva già chiesto la Via, aveva ottenuto un primo parere favorevole dalla direzione regionale alle Politiche ambientali, ma aveva anche incassato il parere negativo del Campidoglio. In questo articolo ne ripercorriamo i passaggi.
 
Dalla Regione Lazio primo via libera alla discarca di Pian dell’Olmo, giovedì 20 giugno la conferenza dei servizi [21 giugno 2019]. A nord della Capitale, al confine con il comune di Riano e alle spalle della riserva naturale della Marcigliana, è stata individuata una cava dalla capienza di 700mila metri cubi e un’estensione di 45mila metri quadri come “sito alternativo a Malagrotta”. Una società di Lanciano aveva già richiesto la Via (valutazione di impatto ambientale) e ora dalla Regione, in assenza di vincoli e sentito il parere positivo dell’Arpa, arriva l’ok alla conferenza dei servizi, fissata per il 20 giugno. «Il Piano non ha la facoltà di risolvere il problema della raccolta, dello spazzamento, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti – ha affermato l’assessore all’Ambiente Massimiliano Valeriani – ma di individuare il fabbisogno degli impianti. Spetta poi ai Comuni realizzarli» (fonte Il Fatto Quotidiano, 13 giugno 2019). Bloccato invece dal Mibac, Soprintendenza speciale di Roma, l’iter per la realizzazione di un sito di smaltimento rifiuti a est della città, tra Tivoli e Corcolle: a seguito di una valutazione tecnico-scientifica, infatti, le autorità del Ministero ai Beni culturali hanno negato l’autorizzazione per “l’unicità e il pregio dell’area di Corcolle e dei suoi dintorni”, vista la vicinanza con aree archeologiche e monumentali quali soprattutto il complesso architettonico di Villa Adriana, costruita nella prima metà del II secolo e dal 1999 patrimonio mondiale dell’Unesco (fonte Open, 14 giugno 2019).
 
Dopo la protesta dei residenti, arriva il no del Campidoglio alla discarica di Pian dell’Olmo [28 giugno 2019]. Dopo gli abitanti di Riano e dei comuni della valle del Tevere, che lunedì 24 giugno si sono dati appuntamento presso l’assessorato all’Ambiente della Regione Lazio per protestare contro l’apertura di una discarica a Pian dell’Olmo (cfr. Newsletter n. 15 del 21 giugno 2019; cfr. anche la Repubblica, 22 giugno 2019), arriva un secco “no” anche dal Campidoglio: la sindaca Virginia Raggi ha affidato a un video su Facebook, pubblicato lunedì 24 giugno, le relative spiegazioni: «Voglio essere molto chiara, non vogliamo la discarica di Pian dell’Olmo a Roma Nord e non vogliamo nuove discariche in un territorio come quello di Roma che è stato devastato dalla più grande discarica d’Europa, quella di Malagrotta. Non possiamo permetterci altre discariche. Sono al fianco dei sindaci e dei cittadini che non vogliono questi nuovi impianti. No a nuove discariche, no a Pian dell’Olmo». Una netta opposizione è stata manifestata anche in sede di audizione della Commissione Urbanistica, politiche abitative e rifiuti del Consiglio regionale del Lazio che si è tenuta il 25 giugno alla presenza degli assessori all’ambiente del XV e VI Municipio e del comune di Castelnuovo di Porto, i sindaci di Riano e Sacrofano, i delegati di Legambiente, Arpa e di molte associazioni di cittadini; tutti avrebbero chiesto di «sospendere qualsiasi iter di autorizzazione a nuovi impianti» se prima non verrà approvato il Piano regionale rifiuti, che ancora non è stato discusso in Consiglio. Assenti invece i rappresentanti di Roma Capitale, Ama e Giunta regionale che pure erano stati invitati a partecipare (fonte Regione Lazio). Mercoledì 26 giugno sono stati convocati in Campidoglio i sindaci di Riano, Castelnuovo di Porto, Formello, Monterotondo e Sacrofano che, insieme a Roma Capitale, hanno dato vita alla rete dei Comuni “no-discarica”: «Bisogna puntare su nuovi impianti non inquinanti di riciclo dei materiali», ha commentato la sindaca Raggi in un post dello stesso giorno.
 
Discarica Pian dell’Olmo, l’armata dei 17 sindaci sul piede di guerra [12 luglio 2019]. A seguito della Conferenza dei servizi indetta dalla Regione Lazio che si è tenuta lo scorso 24 giugno, ancora una volta i sindaci dei comuni dell’area Tiberina, Flaminia e Cassia (in tutto 17) e i rappresentanti dei Comitati Civici si sono riuniti presso la sala consiliare del municipio di Fiano Romano per ribadire la loro «netta contrarietà» all’ipotesi di un sito di smaltimento presso la cava dismessa di Pian dell’Olmo, un’area di 700mila metri cubi al confine tra il territorio di Riano e quello del Municipio XV. La posizione è chiara e condivisa: alla Regione si contesta di non aver atteso il parere di altri enti quali la Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio, e alla Capitale di non aver saputo «gestire, programmare, prevedere ed informare» (cfr. il comunicato congiunto pubblicato sul sito del Comune di Fiano Romano, 5 luglio 2019).