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Roma conferma l'aumento delle tariffe ZTL nonostante gli interventi del TAR Lazio

La disciplina delle “Zone a Traffico Limitato” (ZTL) nella città di Roma ha subito nell’ultimo periodo numerose modifiche, sia in termini di confini territoriali che di orari di accesso, nonché rispetto alle tariffe per il rilascio dei permessi alla ZTL, disegnando un quadro frammentato, con molte difformità di disciplina fra le diverse zone (cfr. Relazione annuale 2013, Par. 8.2.2 e Relazione annuale 2014, Par. 10.2.2).
Per quel che concerne le tariffe, fin dal 1996 si è provveduto, con DGC1459/1996, a subordinare l’ingresso e la circolazione all’interno della ZTL dei veicoli a motore dei residenti e di altre categorie di cittadini all’ottenimento di un contrassegno il cui costo è differenziato in funzione delle diverse tipologie di permesso esistenti. Tale deliberazione è stata nel tempo via via modificata e integrata, e in special modo nell’ultimo periodo con i seguenti provvedimenti:
• DGCa 119/2014, modificata e integrata con DGCa 136/2014, riguardante la rideterminazione delle tariffe relative al rilascio dei permessi di accesso alle ZTL;
• DAC 45/2014, concernente la determinazione delle tariffe ed i tassi di copertura del costo di gestione dei servizi pubblici a domanda individuale per l’anno 2014;
• DGCa 244/2014, con la quale sono state rideterminate le tariffe relative al rilascio dei permessi per le Forze di Polizia e la Città dello Stato del Vaticano, riportandole ai valori 2013.
A seguito dell’approvazione delle DGCa 119/2014, 136/2014 e 244/2014, il Codacons ha presentato ricorso al Tar del Lazio, contestando l’innalzamento delle tariffe sotto vari profili, tra cui il fatto che non era stata prevista una differenziazione delle stesse tariffe sulla base della capacità inquinante dei veicoli, l’impossibilità da parte di uno stesso nucleo familiare di richiedere un secondo permesso della durata di un anno ma esclusivamente quinquennale etc.
Il Tar del Lazio nell’accogliere, con sentenza 3666/2015, il ricorso presentato dal Codacons ha evidenziato che “[...] non si contesta all’Amministrazione Comunale di avere inteso perseguire un obiettivo politico di mobilità, né si giudicano inadeguate, in eccesso, le tariffe indicate, ma si ribadisce che il potere discrezionale dell’Amministrazione di fissare le tariffe deve essere esercitato nel rispetto dei principi generali dell’agire amministrativo e, quindi, l’esercizio del predetto potere deve essere fondato su di un’adeguata e completa istruttoria e deve rispondere ai criteri di logicità e di proporzionalità della misura rispetto al fine perseguito [...]”.
Al fine di superare i rilievi della predetta sentenza, l’Amministrazione Capitolina, con DGCa 65/2015, ha riconfermato le tariffe precedentemente approvate inserendo nel provvedimento la relazione di analisi e valutazione per la rideterminazione delle tariffe relative al rilascio dei permessi di accesso alla ZTL effettuata da Roma Servizi per la Mobilità.
In questo contesto si inserisce la recente sentenza del Tar del Lazio (n. 5802/2015 del 21 aprile) che ha accolto il ricorso presentato da alcuni professionisti che per motivi lavorativi hanno necessità di accedere alla ZTL Centro Storico, annullando la previgente DGCa 119/2014 del 30 aprile 2014. Per i giudici amministrativi infatti “l’Amministrazione Capitolina – fermi restando i poteri discrezionali di cui dispone in materia – non ha operato nel rispetto dei principi generali dell’agire amministrativo” per il cui esercizio è necessaria una adeguata e completa istruttoria che motivi le ragioni di tale agire (aumento delle tariffe), che renda conto del modo di supportare le politiche di contenimento del traffico messe in atto (ad es. attraverso interventi migliorativi di mobilità pubblica), nonché chiarisca come intenda impiegare i maggiori incassi derivanti dagli aumenti introdotti (miglioramento della mobilità cittadina).
In definitiva, con quest’ultimo provvedimento si conferma quanto previsto nella sentenza 3666/2015 e si annulla la DGCa 119/2014 i cui effetti sulle tariffe sono comunque stati reiterati con la DGCa 65/2015, tuttora vigente.