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La gestione dei servizi funebri e cimiteriali nelle grandi città italiane: uno studio comparativo

L’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale ha condotto per la prima volta, quest’anno, uno studio che pone a confronto la gestione dei servizi funebri e cimiteriali a Roma (operata da AMA spa) con quella di quattro grandi città italiane: Milano, Torino, Napoli e Palermo.
In particolare, il lavoro analizza gli aspetti economici dei servizi funebri e cimiteriali svolti e rendicontati da AMA e, al contempo, offre un quadro comparativo sulle scelte di affidamento, le modalità di gestione, le tariffe praticate ed i costi sostenuti nelle altre grandi città oggetto del campione.   
A Roma, tali servizi, sono affidati dal 2007 ad AMA spa, tramite la formula dell’in house providing e regolati da apposito contratto di servizio, oggetto nel tempo di continue proroghe: l’ultima con scadenza al 31.12.2016. In base a tale contratto, il corrispettivo erogato annualmente da Roma Capitale permette alla direzione cimiteri capitolini di operare in equilibrio economico. Finora, l'amministrazione capitolina ha coperto tale voce di spesa tramite gli incassi derivanti dalle concessioni cimiteriali.
Tra le grandi città prese in esame, oltre a Roma solo il comune di Torino ha affidato in house la gestione di tali servizi; a Milano, Napoli e Palermo i servizi funebri e cimiteriali sono invece gestiti direttamente dagli uffici comunali.
Da una analisi dei rendiconti del 2014 approvati dai comuni esaminati emerge un quadro di deficit del settore che appare più grave per le città di Milano (-10.426.000 euro)  e molto contenuto per Torino (-201.000 euro), dove il gestore dei servizi cimiteriali versa al comune un canone di concessione ma introita direttamente le entrate da concessione cimiteriali. Anche per Roma Capitale le entrate da concessioni e servizi cimiteriali non sono state in grado di assicurare la piena copertura delle spese correnti e degli investimenti di competenza dell'esercizio 2014 (- 1.578.000 euro).
Con riferimento alle operazioni cimiteriali, l’analisi del trend negli ultimi 4 anni evidenzia come sia in atto una trasformazione culturale, sostenuta anche da motivazioni di ordine economico. Nel periodo considerato, se le operazioni di inumazione sono scese del 35%, quelle di cremazione sono aumentate del 32%, anche perché le famiglie sono spinte verso tale scelta dalla tariffa applicata che è pari ad € 332 (quella massima applicabile è di € 499): a Roma, per le operazioni di cremazione, le famiglie pagano circa 60 euro in meno, rispetto a quanto richiesto dagli altri Comuni presi in esame.
Per quanto riguarda la concessione di spazi per l’edilizia privata, a Roma, la mancata redazione di un Piano Regolatore Cimiteriale ha contribuito al formarsi di una lista di attesa di circa 10 anni nonché a determinare una diminuzione degli introiti derivanti dalle concessioni stesse per Roma Capitale.
La spesa corrente per abitante a Roma per le operazioni cimiteriali (pari a € 3,7) è inferiore alla media delle altre città e per molte operazioni cimiteriali la tariffa richiesta agli utenti non copre i costi diretti dell’operazione stessa.
I cittadini di Roma lamentano tuttavia criticità per le attività di manutenzione, pulizia, vigilanza e videosorveglianza che appaiono tutt’ora insufficienti. A tale proposito si evidenzia che AMA non ha finora pubblicato una Carta dei Servizi nonostante sia prevista nel contratto di servizio a tutela dei cittadini stessi.
Una ultima attenzione è posta alla illuminazione votiva, che rientra tra le competenze di AMA esclusivamente per il cimitero Laurentino. E’ interessante rilevare che i cittadini pagano ad AMA un canone annuo di cica € 16,00, mentre per gli altri cimiteri, di pertinenza di ACEA, i cittadini pagano quasi il doppio. Sarebbe opportuno a tale proposito rendere omogenea la tariffa per l’illuminazione votiva o, in alternativa, attribuire totalmente ad AMA la gestione del servizio; quest’ultima scelta garantirebbe alla società, a parità di altre condizioni, entrate aggiuntive superiori ai 3.5 milioni di euro all’anno.
Infine, anche al fine di garantire il controllo analogo da parte di Roma Capitale, si segnala la necessità che AMA implementi un sistema di rendicontazione che diversifichi costi e ricavi provenienti dai servizi a domanda individuale da quelli accessori, quali onoranze e trasporto funebre insieme alla manutenzione del verde privato, che dovrebbero svolgersi secondo le regole della concorrenza del mercato. A tale proposito si ricorda che l’AGCM ha più volte auspicato che, in ragione delle particolari caratteristiche del mercato della gestione dei servizi cimiteriali, i legislatori nazionale e regionali intervengano affinché sia stabilita la chiara separazione e incompatibilità tra l’offerta di servizi funebri a carattere commerciale e i servizi pubblici di gestione cimiteriale. Ciò al fine di evitare un vantaggio concorrenziale (abuso posizione dominante) per l’operatore che offre tale servizio.
Lo studio è consultabile nella sua versione integrale al seguente link:
http://pubblicazioni.agenzia.roma.it/i_servizi_funebri_e_cimiteriali